Quello che gli uomini non dicono, ma pensano, le “mezze verità” dell’uomo bugiardo“

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La fandonia regina della mite ipocrisia resta, a detta di molti, quella che segue l’immancabile “a cosa stai pensando?” nel protrarsi di un silenzio che appare sospettoso. Lui difficilmente confesserà la sua preoccupazione per la finale di Champions League e neppure di essere in ansia per una questione lavorativa -soprattutto se un momento prima si è mostrato disteso e rilassato nel romantico tete à tete-, per cui circoscrive potenziali disamine nel recinto del canonico “a quanto ti amo” e del sempre verde “che sei bellissima”.

Tuttavia, quella di zittire la propria onestà appare la scelta più opportuna quando l’alternativa è infilare più volte in una frase la parola “mamma”, poichè il paragone con la sfera genitoriale stuzzica proprio  quell’assillante competizione che si spera di evitare e osare l’esclamazione “rilassati” che vorrebbe essere un consiglio, ma che in realtà suona come una dichiarazione di guerra contro le pericolose nevrosi femminili. Pare, insomma, che nell’equilibrio tra franchezza e falsità risieda il compromesso per una serena vita di coppia, che trasforma le bugie in mezze verità e le omissioni in un tacito accordo per evitare l’inutilità di sterili discussioni.

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